
domenica 28 giugno 2009
mercoledì 24 giugno 2009
Atelier dell’errore come Infermeria della Bellezza

per la Neuropsichiatria Infantile,
Ausl di Reggio Emilia
Giovedì 25 giugno, ore 18.30
“Teatrino” della
Biblioteca Provinciale Bernardini
(ex Convitto Palmieri)
Sul Bestiario
conversazione tra
Luca Santiago Mora, artista
Marco Petroni, critico d’arte
Genuario Belmonte, zoologo
introduce Maria Cucurachi, Germinazioni
L’associazione culturale Germinazioni – Presìdio del Libro di Lecce – apre giovedì 25 giugno alle 18,30 a Lecce un ciclo di appuntamenti e incontri sul tema dell’infanzia con la presentazione del progetto l’“Atelier dell’errore”, laboratorio espressivo nato nel reparto di Neuropsichiatria infantile della Ausl di Reggio Emilia e curato da Luca Santiago Mora.
Il “Teatrino” della Biblioteca Provinciale Bernardini accoglierà per l’occasione lo stesso Mora che presenterà il suo libro “Bestiaro dell’atelier dell’errore”, raccolta dei disegni che i bambini/pazienti hanno immaginato sul tema della bestia, inventandone di nuovi e fantastici: animali provenienti da mondi lontani, mai visti, mai ricordati prima.
Converseranno con lui sul tema del “Bestiario” e sulle sue molteplici significazioni Marco Petroni, critico d’arte e il professore Genuario Belmonte, zoologo dell’Università del Salento. Durante l’incontro, introdotto da Maria Cucurachi per Germinazioni, sarà proiettato il video “Il cammello purpureo di Correggio”, una raccolta di alcune 'lectio magistralis' in cui i bambini stessi descrivono le creature frutto della loro immaginazione e ne svelano i segreti, i nomi, le abitudini, ecc. Attraverso questa esperienza inoltre, si avvia un percorso di indagine alla ricerca del senso, certo mai assoluto, della parola “Bestiario”. Numerosi sono i suoi significati, le sue letture, le sue interpretazioni, i suoi esiti, le sue potenzialità. Altrettanto numerose le discipline che se ne sono occupate e se ne occupano nel tempo. Questo è solo il punto di partenza, ma sono ancora sconosciute le strade che si apriranno di qui in avanti.
L’iniziativa realizzata con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce, promossa dalla Regione Puglia - Assessorato al Mediterraneo in collaborazione con l’Associazione Presìdi del Libro prepara l’arrivo in città, nel prossimo inverno, degli animali fantastici dell’Atelier dell’Errore.
La mostra vedrà al suo interno laboratori didattici (realizzati con la collaborazione dello stesso Santiago Mora) per i bambini del nostro territorio che potranno così incontrare i bambini autori del bestiario, gli animali fantastici, la biblioteca, i volumi contenuti al suo interno e l’arte intesa come materia prima dell’espressività umana.
Germinazioni, associazione culturale nata in seno al centro Diurno di Lecce, apre così un ciclo di appuntamenti e di occasioni di approfondimento rivolti ai bambini del nostro territorio e a chi ha vicinanza specifica con la loro realtà: la scuola, il loro quotidiano, la famiglia. Il rapporto con l’infanzia, il disagio, la prevenzione e la riabilitazione diverranno temi di un confronto aperto all’arte e alla creatività, ma anche e soprattutto a nuove proposte da parte di tutti i cittadini.
Luca Santiago Mora è nato a Bergamo nel 1964; si occupa di arti visive, fotografia, video e ‘scultura sociale’. Dal 2003 cura, in collaborazione con “L’Indaco onlus”, un laboratorio di pittura (Atelier dell’Errore) per ragazzi dai 7 ai 12 anni all’interno del reparto di Neuropsichiatria Infantile della Ausl di Reggio Emilia. Nel laboratorio si disegnano solo animali, ne nasce così una zoologia sconosciuta, un bestiario fantastico che, negli ultimi due anni, è stato esposto all’ “ArtVerona 2007” (Verona, ottobre 2007) e a “Stupefatti di spazio” (Carpi, maggio 2008). Il progetto “Bestiario” è stato inoltre finalista del concorso “Ossigeno Italiano – l’inventiva in Italia attraverso 45+1 progetti”, indetto dalla rivista “Abitare” ed è contenuto in un prezioso volume pubblicato da Campanotto editore (2007).
giovedì 4 giugno 2009
Amico caro le parole in questi giorni, giorni?, sono sassi giganteschi. Li prendo in mano, ma no, neanche ci provo, mi verrebbe l'ernia. E allora ci passo vicino e li guardo da una distanza. Una distanza che tu non hai con le tue in questi due mesi, neanche, di campagna elettorale. A Bari nella nostra città, cioè, la tua e la mia fino a venti anni fa, troppo per considerarla ancora mia eppure la considero. Eravamo all'Università quando ci siamo conosciuti e le chiacchierate nella tua vecchia macchina, era grande, una macchina dismessa di tuo padre forse, me le ricordo bene. Su tutto. Amori (al plurale), studio, professori, amici. Tu già, ed eri piccolo, avevi cominciato a creare un coro all'Università, non c'era niente allora nel 1984 a Bari. Poi è sbocciato tutto. Un patrimonio di saperi di culture di ricche biografie. Quelle che tu cerchi oggi di valorizzare con la tua discesa in campo nello spazio che ti è stato offerto da Sinistra e libertà, il partito nuovo fondato da Nichi. Nichi! altro capitolo di questi anni che però non apro no. Perchè quello che oggi penso di Nichi, poco e malnutrito, e chi li ha letti i giornali in questi anni, quello che io so è di centesima mano e dunque è meglio che sto zitta. E invece queste poche parole che ho la forza di usare stamattina le voglio concentrare su di te, Gioacchino. Non ho fatto le dieci telefonate che mi hai chiesto, a chi? ad amici di Bari che non sento mai? mi sentirei una che ha un atteggiamento strumentale con le persone e lo sarebbe, e non voglio. Forse giusto a Patrizia che almeno ho sentito un pò di volte ma agli altri no. Forse ora che ci penso a Ruggiero che ha il figlio musicista ed è il mio corniciaio. Mi accontento di lanciarti qui amico mio, come si lancia un messaggio in una bottiglia: in mezzo al mare. Sembra che sia tanto grande e poi invece qualcuno la trova...Magari lo dico anche alla mia amica Angela, lei è di Turi ma magari vota a Bari che ne so? E' che nonostante il peso delle parole qualcosa voglio fare. Scrivere che sei intelligente e tantissimo, cosa per la quale ti ho sempre ammirato; che sei acuto e arguto e che ami realizzare, tu lo hai fatto per te stesso. La tua storia è bella. Da solo e con grande spirito di applicazione e pazienza sei riuscito nei tuoi progetti di vita. Adesso insegni al Conservatorio a Bari. E credi che quanto la musica ha dato alla tua vita possa darlo in termini di cultura, che significa economia e io ci credo, alla nostra città. Sei disposto a impegnare il tuo tempo per questo e ti ammiro oggi per questa disponibilità. La politica è diventata una cosa brutta perchè tutti noi abbiamo avuto molto amor proprio e ci siamo tenuti fuori. Ed eccoci a vivere in un paese imbarbarito dal quale spesso vorrei fuggire. Colpa nostra, mia. E non si può dire invece più, tua.
auguri amico mio
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